La forza del vento
Solo ora inizio ad intuire la nostalgia che traspariva dai racconti della mamma quando mi descriveva la tua amata terra di origine.
La terra del vento.
Con gli occhi che si perdevano in ricordi lontani, ma ancora vivi, mi diceva che se avesse potuto si sarebbe trasferita subito nella sua terra. Le mancava il vento, l'aria asciutta e le giornate di sole anche quando l'aria diventava più frizzante.
Teneva la finestra aperta anche d'inverno per sentire l'aria. Io non capivo, ci discutevo "Il vento? stai scherzando? Ti scompiglia i capelli, porta in giro le cose e da un senso di disordine e poi fa venire mal di orecchie." esordivo convinta. "Pippi non capisci un caxxo!" mi rispondeva alzando gli occhi al cielo. "Sarà" .
Il vento pulisce il cielo, rischiara i pensieri e porta via quelli brutti, trasporta l'odore dei fiori, del pane appena sfornato, della carne sulla brace (probabilmente alludeva al maialetto..); ti fa giungere da lontano la musica delle feste di paese, le risate e i racconti delle persone, inoltre asciuga i panni in fretta e da un senso di movimento, ti porta via dalla staticità, dalla stagnazione.
Il suo passaggio tra i capelli, sul viso, gli abiti è come mille carezze e abbracci che ti danno conforto, come una presenza invisibile che ti esorta ad andare avanti, non la vedi, ma la puoi sentire.
Com'era poetica e romantica, oltre ad essere infinitamente nostalgica del passato, della sua amata terra.
La terra del vento.
Adesso inizio a comprendere.
Cinzia